• Legge regionale 26 gennaio 1976, n. 8.

    Legge regionale 26 gennaio 1976, n. 8.

    Salta ai contenuti. Salta alla navigazione. Ai sensi degli articoli 35 e Costituzione e dell' art.

    leggi regionali a testo vigente

    La formazione professionale costituisce un servizio pubblico finalizzato a garantire ai giovani e agli adulti in eta lavorativa un processo formativo globale che favorisca la piena occupazione e la mobilita professionale, nell' ambito di una politica di riequilibrio economico e sociale.

    L' attivita formativa e diretta ai cittadini che abbiano assolto all' obbligo scolastico e non ne rappresenta un sostitutivo. Gli intendono al conseguimento della preparazione professionale di base, all' aggiornamento e al perfezionamento professionale a tutti i livelli, alla riqualificazione professionale anche per obiettivi di riconversione aziendale e a quant' altro ritenuto necessario o utile per una effettiva politica di formazione ricorrente in relazione alle esigenze sociali nei settori attivita produttive e dei servizi la Regione attribuisce importanza essenziale alla formazione professionale in agricoltura e nell' artigianato.

    Per il conseguimento delle finalita di cui all' art. Gli interventi sono rivolti anche ai lavoratori forniti di titolo di istruzione secondaria superiore o universitaria, con la collaborazione delle competenti istituzioni, nel rispetto delle attribuzioni di queste e delle loro autonome iniziative.

    Nel quadro delle attivita di formazione professionale la Regione considera prioritaria la realizzazione di progetti formativi - professionali tendente alla migliore attuazione dei programmi di organizzazione e di sviluppo di attivita produttive o comunque aventi rilevante interesse sociale.

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    La Regione assicura la gratuita del servizio per gli allievi delle attivita formative finanziate dalla Regione anche attraverso l' attuazione della Legge regionalen. Per la migliore realizzazione delle attivita programmate la Regione organizza iniziative formative di aggiornamento per il personale addetto.

    La Regione per conseguire le finalita di cui all' art. La programmazione e il metodo delle attivita formative ; essa coordina la pluralita delle iniziative gestionali. Le iniziative e le attivita di formazione professionale vengono organizzate e realizzate secondo le direttive di un piano generale triennale definito dalla Regione ; esso si articola in piani annuali. Il piano triennale stabilisce gli obiettivi generali della formazione professionale in collegamento con le linee di indirizzo del programma economico regionale e del piano di assetto territoriale.

    Tale piano contiene la previsione dei mezzi per far fronte alle spese che la Regione intende assumere a suo carico, nonche un progetto per la ripartizione delle stesse tra i vari piani annuali.

    Il piano annuale persegue i seguenti obiettivi : a assicurare agli interventi regionali organicitatenuto conto delle necessita dello sviluppo occupazionale e della mobilita professionale, in coerenza con le indicazioni dei piani di sviluppo ; b assicurare il controllo pubblico sul settore e la priorita degli interventi attuati direttamente dagli enti delegati ; c estendere gradualmente a tutto il territorio regionale il servizio di formazione professionale, evitando la polverizzazione degli interventi ; d selezionare, sotto il profilo della efficienza, della idoneita e dell' aderenza ai programmi regionali, le iniziative ammesse a contributo e quelle riconosciute dalla Regione ai sensi dell' art.

    Il piano triennale e approvato entro il 31 dicembre dell' anno formativo anteriore al triennio cui si riferisce. Esso viene predisposto sulla base di una consultazione delle organizzazioni dei lavoratori dipendenti e autonomi e dei datori di lavoro nonche degli enti delegati ed e approvato dal Consiglio regionale su proposta della Giunta, sentito il parere della consulta regionale per la formazione professionale.

    Ai fini della formazione dei piani annuali, gli enti delegati, sentiti i consigli scolastici distrettuali, le organizzazioni dei lavoratori dipendenti, autonomi e dei datori di lavoro gli organismi di cui all' art. Entro il 31 marzo di ogni anno gli enti delegati trasmettono alla Regione il piano complessivo delle attivita formative di cui si propone lo svolgimento, accompagnato da una documentata relazione in cui si motivano le scelte proposte.

    Nella predisposizione dei piani annuali la Regione adotta il metodo della consultazione diretta delle organizzazioni dei lavoratori dipendenti, autonomi e dei datori di lavoro.

    Il piano annuale delle attivita di formazione, previo parere della consulta regionale per la formazione professionale, e approvato dal Consiglio regionale su proposta della Giunta entro il 30 giugno precedente l' anno cui si riferisce.

    Il piano determina la localizzazione e la tipologia delle iniziative formative raggruppate su base comprensoriale e per il settore economico cui si riferiscono.

    Con lo stesso atto il Consiglio regionale ripartisce i finanziamenti tra gli enti delegati sulla base dei progetti approvati, distinguendo i finanziamenti che riguardano iniziative di organismi diversi dagli enti delegati.

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    Contestualmente alla definizione del piano annuale e con le stesse modalita si procede, in attesa della riforma della scuola secondaria, alla programmazione delle nuove istituzioni e alla approvazione dei piani annuali di attivita degli istituti professionali di Stato, ai sensi dell' art.

    Le funzioni amministrative Regionali in materia di formazione e istruzione professionale, di cui al D. Esse sono esercitate con vincolo di associazione da costituire conformemente con l' assetto comprensoriale, ai sensi del quarto comma dell' art. Provvisoriamente, fino all' inizio dell' anno finanziario successivo alla Costituzione dei comprensori, la delega e esercitata dalle singole Comunita montane per il territorio di competenza e, per il resto del territorio regionale, dalle singole amministrazioni Provinciali.

    legge regionale 26 gennaio 1976, n. 8.

    Gli enti delegati esercitano le funzioni in connessione organica con quelle proprie, garantendo il carattere unitario degli interventi e coordinando questi al raggiungimento delle finalita di cui all'art.

    Le attivita formative sono attuate prevedendo e garantendo la partecipazione delle organizzazioni dei lavoratori dipendenti e autonomi, degli imprenditori, dagli allievi e del personale addetto alla gestione. Gli enti delegati propongono il finanziamento, oltre che delle iniziative gestite normalmente in forma diretta, solo di quelle promosse dagli organismi che abbiano i requisiti previsti dal successivo art. Puo essere autorizzata la istituzione di corsi presso aziende ove ricorrano particolari esigenze, previo parere favorevole delle organizzazioni sindacali, purche attuati nel rispetto della Leggen.

    Ai sensi del quinto comma dell' art. Le direttive sono emanate dalla Giunta e approvate dalla Commissione Consiliare competente. Le direttive indicano, nell' ambito degli indirizzi contenuti nella presente Legge, gli obiettivi prioritari da perseguire nel quadro della programmazione regionale. Le funzioni di vigilanza spettano alla Giunta regionale. Qualora le amministrazioni interessate non adempiano alle funzioni loro delegate per il compimento di atti obbligatori per i quali sono previsti termini perentori, la Giunta regionale, sentiti gli enti delegati inadempienti, propone al Consiglio regionale l' adozione dei provvedimenti sostituivi.

    La Regione, per conseguire le finalita di cui all' art.Ditta Romeo Gestioni spa. Disposizioni modificative della legge regionale 24 marzon. Modifiche della legge regionale 24 marzon. Disposizioni in materia di politiche attive del lavoro e formazione professionale e funzionamento del sistema regionale dei servizi per il lavoro.

    Modifiche alla legge regionale 12 luglion. Modifiche alla legge regionale 20 maggion. Riduzione numerica degli organismi partecipati dalla Regione Molise attraverso un intervento di fusione mediante incorporazione ai sensi degli articoli e seguenti del codice civile. Modifiche alla legge regionale 26 marzon.

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    Leggi e Regolamenti regionali

    Leggi Regionali :. Regolamenti Regionali :. Anno : Seleziona Parola nell'oggetto :. Formazione professionale, istruzione, assistenza scolastica, edilizia scola Governo del territorio, urbanistica, edilizia Industria Iniziativa popolare e referendum, diritti dei cittadini, dei consumatori eSalta ai contenuti.

    Salta alla navigazione. In attuazione degli articoli 3, 4, 35, 38, e della Costituzione, degli articoli 4, 5 e 6 dello Statuto regionale, degli articoli 35 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglion. La formazione professionale, strumento della politica attiva del lavoro, si svolge nel quadro degli obiettivi della programmazione economica e tende a favorire lo sviluppo dell'occupazione e della produzione e il miglioramento dell'organizzazione del lavoro, in armonia con il progresso scientifico e tecnologico.

    Le iniziative di formazione professionale costituiscono un servizio di interesse pubblico inteso ad assicurare un sistema di interventi formativi per la diffusione delle conoscenze tecniche e pratiche necessarie a svolgere ruoli professionali specificamente finalizzati al primo inserimento, alla qualificazione, alla riqualificazione, alla specializzazione, all'aggiornamento ed al perfezionamento dei lavoratori, in un quadro di formazione permanente.

    Le iniziative formative sono rivolte a tutti i cittadini che hanno assolto l'obbligo scolastico, o ne siano esentati, e possono concernere ogni settore produttivo ed ogni attivita' di lavoro subordinato, autonomo e associato. Alle iniziative di formazione professionale possono essere ammessi anche stranieri, soggiornanti nella regione per motivi di lavoro o di formazione, nell'ambito degli accordi internazionali e delle leggi vigenti.

    Allo scopo di indirizzare le iniziative di formazione professionale all'attuazione dei principi della presente legge e degli obiettivi della programmazione regionale, la Regione adotta ogni tre anni un piano della formazione professionale con il quale: a raccorda alle indicazioni del programma regionale di sviluppo e dei piani di settore, di cui agli articoli 9 e seguenti della legge regionale 30 aprilen.

    Nel determinare le somme assegnate agli enti delegati, il piano tiene conto anche del numero e delle dimensioni delle scuole regionali di formazione professionale operanti nel territorio di ciascun ente delegato, nonche' della esigenza di pervenire ad una equilibrata distribuzione sul territorio delle scuole regionali in rapporto alle necessita' dello sviluppo economico. Il piano triennale della formazione professionale e' predisposto dalla giunta regionale previa consultazione con gli enti delegati, le organizzazioni dei lavoratori dipendenti, dei lavoratori autonomi e dei datori di lavoro, sentito il parere della commissione regionale per l'impiego, dell'agenzia per l'impiego e della commissione regionale per le pari opportunita' ed e' approvato con deliberazione del consiglio regionale entro il 31 dicembre dell'anno precedente il triennio di validita' del piano stesso.

    Fermo restando quanto disposto dall'art. Le province esercitano le funzioni di cui al comma 1 in forma organica con le altre funzioni proprie e delegate e garantiscono il coordinamento unitario degli interventi per l'attuazione dei principi e degli obiettivi di cui ai precedenti articoli, con l'osservanza delle direttive generali impartite ai sensi dell'art.

    Le funzioni delegate alle province sono esercitate prevedendo e garantendo la partecipazione, nella predisposizione degli atti di programmazione, dei rappresentanti dei comuni, singoli e associati e delle comunita' montane, delle organizzazioni dei lavoratori dipendenti, dei lavoratori autonomi e dei datori di lavoro, degli uffici periferici del Ministero del lavoro e del Ministero della pubblica istruzione, dei consigli scolastici distrettuali e degli enti operanti nel settore, ed inoltre assicurando il controllo sociale sulla gestione delle attivita' attraverso la partecipazione, negli appositi organi, di rappresentanti delle organizzazioni dei lavoratori dipendenti, dei lavoratori autonomi, dei datori di lavoro, degli allievi e del personale docente e non docente.

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    Ai sensi del quinto comma dell'art. Tali direttive, nel rispetto di quanto previsto dalla presente legge, contengono: a la specificazione delle indicazioni del piano triennale in ordine agli obiettivi generali e specifici che debbono essere perseguiti nell'anno di riferimento; b la specificazione delle risorse disponibili per l'anno, sulla base delle indicazioni del piano triennale e degli stanziamenti del bilancio di previsione regionale, nonche' la loro ripartizione tra Regione ed enti delegati e tra le varie attivita' che concorrono al sistema formativo regionale; c gli indirizzi e le disposizioni necessarie ad assicurare il coordinamento tecnico e amministrativo nell'esercizio delle funzioni delegate.

    Qualora gli enti non adempiano alle funzioni loro delegate, omettendo atti dovuti o non rispettando termini perentori, la giunta regionale, previa diffida ad adempiere, propone al consiglio regionale l'adozione dei relativi provvedimenti sostitutivi.

    Leggi e regolamenti regionali

    Allo scopo di assicurare il coordinamento nell'esercizio delle funzioni delegate e di tutte le attivita' che concorrono al sistema regionale di formazione professionale, oltre a quanto previsto dal precedente art.

    Sulla base delle indicazioni contenute nel piano triennale della formazione professionale e nelle direttive generali annuali, l'ente delegato adotta un programma annuale quale atto di indirizzo politico-programmatico che specifica i criteri e gli indirizzi cui l'ente intende attenersi nell'esame e nell'approvazione delle proposte dei soggetti pubblici e privati che intendono realizzare attivita' formative finanziate ai sensi della presente legge.

    Ai fini della formazione del piano annuale, le comunita' montane avanzano agli enti delegati, entro il mese di febbraio di ogni anno, le loro proposte in ordine agli indirizzi ed alle attivita' di formazione professionale da priviligiare nell'ambito del territorio comunitario.

    Gli enti delegati tengono conto delle proposte delle comunita' montane nella formulazione del piano annuale e richiedono il parere della comunita' montana competente per i progetti da finanziarie o autorizzare che si attuano nel territorio comunitario. Il programma annuale si articola per aree territoriali e per settori o comparti economici d'intervento.Legge regionale 26 gennaion.

    Regime giuridico e natura dell'Istituto La Regione Piemonte costituisce in forma di Societa' per azioni, secondo le norme degli artt. E' esclusa la facolta' di assumere partecipazioni dirette o indirette in societa' ed imprese commerciali ed industriali.

    Capitale sociale La Regione Piemonte sottoscrive all'atto della costituzione dell'istituto Finanziario Regionale Piemontese la maggioranza assoluta delle azioni ed esercita, nei casi di aumento del capitale, il diritto di opzione allo scopo di mantenere la maggioranza azionaria.

    Interventi specifici La Regione determina con legge lo stanziamento di fondi per interventi specifici da attuare nell'ambito delle finalita' di cui all'art. Obbligazioni La Regione puo' prestare con legge la propria garanzia ai titoli obbligazionari emessi dall'Istituto Finanziario Regionale Piemontese, nei limiti degli appositi stanziamenti di bilancio.

    Bilancio e relazione previsionale L'Istituto Finanziario Regionale Piemontese presenta ogni anno alla Regione il proprio bilancio, redatto a norma degli artt.

    L'Istituto Finanziario Regionale Piemontese presenta alla Regione ogni anno, entro il mese di settembre, una relazione previsionale e programmatica della propria attivita', che viene unita alla documentazione allegata al bilancio di previsione della Regione.

    In riferimento a quanto disposto dall'art. Nomina degli Amministratori e dei Sindaci La Regione ,a norma dell'art. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione ed il Presidente del Collegio Sindacale devono essere scelti tra i membri di nomina della Regione.

    Il Presidente del Consiglio di Amministrazione e' designato dal Presidente della Giunta Regionale, sentito il parere della Commissione delle nomine prevista dall'art. Il Presidente del Collegio Sindacale e' nominato dal Presidente della giunta Regionale, secondo le norme dell'art. Il Direttore e' nominato dal Consiglio di Amministrazione in base a requisiti di competenza tecnica.

    Dotazioni del capitale sociale Per il finanziamento della quota iniziale di capitale azionario, da sottoscrivere ai sensi dell'art. All'onere di cui al precedente comma si provvede: - per la quota di milioni, mediante una riduzione di pari ammontare della disponibilita' ,di cui al cap.

    La Giunta Regionale e' autorizzata ad assumere, con propria deliberazione, il mutuo predetto.

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    Nello stato di previsione dell'entrata per l'anno finanziario sara' conseguentemente iscritto il cap. Nel corrispondente stato di previsione della spesa del medesimo anno sara' conseguentemente iscritto il cap. Al maggior onere derivante dall'ammortamento del mutuo di cui al precedente comma, valutato in milioni per ciascuno degli anni finanziari e successivi, si fara' fronte con una quota, di pari ammontare, della maggiore somma che risultera' attribuita alla Regione, a decorrere dall'annonel riparto del fondo di cui all'art.

    Nei bilanci per gli anni e successivi, fino alla completa estinzione del mutuo, saranno conseguentemente iscritti appositi capitoli riguardanti gli interessi passivi e le quote di capitale, con stanziamenti pari, in complesso, alle rate di ammortamento ricadenti nei relativi anni. Le somme non impegnate nell'esercizio finanziario potranno essere impegnate nell'esercizio finanziario Il Presidente della Giunta Regionale e' autorizzato ad apportare, con proprio decreto, le occorrenti variazioni al bilancio.

    Attuazioni amministrative Il Presidente della Giunta Regionale, o un Assessore da lui delegato, e' autorizzato ai provvedimenti conseguenti all'applicazione del precedente art. Consiglio regionale del Piemonte.Legge regionale 26 gennaion.

    Regolamento precedente. Statuto precedente. Link di salto:. Utility: glossario - mappa - Versione Italiana. L'articolo 2 della legge regionale 26 novembren. E' istituita la Segreteria generale della programmazione. E' infine istituita la Segreteria generale del Consiglio, a livello di Segreteria generale della programmazione".

    L'articolo 15 della legge regionale 26 novembren. La Segreteria generale del Consiglio si articola in: 1 Dipartimento per l'assistenza legislativa, studi e ricerche; 2 Dipartimento per gli affari generali; 3 Dipartimento per gli affari finanziari e contabili. E' abrogato il secondo comma dell'articolo 46 della legge regionale 24 agoston.

    Per la copertura di posti vacanti nell'organico del personale del Consiglio, la Giunta regionale, ove non disponga di idoneo personale da assegnare, provvede a bandire appositi concorsi, su richiesta dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale.

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    Per le specifiche esigenze del Consiglio regionale, gli atti organizzativi degli uffici consiliari, emessi a norma dell'articolo 15 della legge regionale 26 novembren. Nell'ipotesi di cui al primo comma sono applicabili le speciali procedure di reclutamento previste dallo articolo 5 della legge regionale 30 novembren.

    La Giunta regionale adotta le conseguenti deliberazioni su richiesta dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale. L'articolo 5 della legge regionale 26 novembren. L'articolo 6 della legge regionale 26 novembren.

    L'articolo 7 della legge regionale 26 novembren. L'articolo 8 della legge regionale 26 novembren. L'articolo 9 della legge regionale 26 novembren.

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    L'articolo 10 della legge regionale 26 novembren. I commi secondo e terzo dell'articolo 11 della legge regionale 26 novembren. Agli assistenti di cui al presente articolo si applica la disciplina prevista per i dirigenti di Segreteria regionale dall'articolo 52 dello Statuto e dalla legge regionale 19 novembren. L'articolo 13 della legge regionale 26 novembren.

    La Segreteria della Giunta si articola in: 1 Dipartimento per le pubbliche relazioni e il cerimoniale; 2 Dipartimento per i rapporti tra la Giunta e il Consiglio regionale; 3 Ufficio Stampa; 4 Segreterie particolari dei componenti della Giunta. L'articolo 14 della legge regionale 26 novembren. Il Gabinetto della Presidenza della Regione assiste il Presidente nello svolgimento delle proprie funzioni. Il conferimento degli incarichi agli esperti e la determinazione, ai sensi della legge regionale 3 agoston.

    L'articolo 3 della legge regionale 19 novembren. Il primo comma dell'articolo 11 della legge regionale 19 novembren.

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    La tabella Ache costituisce allegato all'articolo 14 della legge regionale 3 luglion. Qualifiche funzionali. Ai maggiori oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, previsti in complessive Lire Note legali e privacy Social Media Policy. Link di salto: - - .Tutte le notizie, i reportage, i documentari sulla piana di Gioia Tauro.

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    Non necessario Non necessario.Legge regionale 26 luglion. Testo coordinato. Riorganizzazione societaria dell'Istituto Finanziario Regionale Piemontese e costituzione della Finpiemonte Partecipazioni s. Finpiemonte s. La Finpiemonte s. La Giunta regionale, con proprio provvedimento: a approva preventivamente, informata la commissione consiliare competente, i documenti di programmazione e il piano industriale di Finpiemonte s. I rapporti tra la Finpiemonte s.

    Finpiemonte Partecipazioni s. La Finpiemonte Partecipazioni s. I soci della Finpiemonte Partecipazioni s. A Finpiemonte Partecipazioni s.

    L'acquisizione di partecipazioni privilegia comparti e settori di intervento, coerenti con le indicazioni strategiche contenute nel documento di programmazione economico-finanziaria regionale.

    Ricapitalizzazioni 1. La Regione, nei casi di aumento del capitale di Finpiemonte s. Informativa 1. Il Presidente della Giunta regionale trasmette al Presidente del Consiglio regionale, che li inoltra alla Commissione consiliare competente, i documenti, di cui al comma 1, unitamente alle valutazioni circa la rispondenza dei risultati evidenziati agli indirizzi regionali. L'amministrazione e il controllo della Finpiemonte s. La Regione, a norma dell'articolo del codice civile, nomina tutti i componenti del Consiglio di amministrazione e del Collegio sindacale della Finpiemonte s.

    La Regione, a norma dell'articolo del codice civile, nomina la maggioranza dei componenti del Consiglio di amministrazione della Finpiemonte Partecipazioni s. Requisiti degli organi di amministrazione e ordinamento statutario 1.

    Trasferimento delle partecipazioni regionali 1. Autorizzazioni al Presidente della Giunta regionale 1. Il Presidente della Giunta regionale compie tutti gli atti necessari per la riorganizzazione societaria dell'Istituto Finanziario Regionale Piemontese e la costituzione della Finpiemonte Partecipazioni s. Disposizioni transitorie e di attuazione 1.

    In deroga all'articolo 13, comma 2 della l. Con l'iscrizione nel registro delle imprese degli statuti uniformati ai sensi del comma 1, i componenti del Consiglio di amministrazione e del Collegio sindacale di Finpiemonte s.


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